La tecnologia porta a una maggiore efficienza, ma bisogna mettersi al riparo dai rischi

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Tutti noi sappiamo cos’è Internet, ma quanti di noi sanno cos’è — e che implicazioni ha sui business — l’Internet of Things (IoT), ovvero “Internet delle cose”? Il termine è stato coniato nel 1999 e si riferisce alla rete di dispositivi connessi a Internet diversi dai computer: radio, elettrodomestici, tecnologie per il fitness, perfino pezzi d’arredamento, e così via.

Essere oggetti connessi significa rispettare due parametri: far avvenire uno scambio di dati in autonomia e avere un indirizzo IP identificativo. Sono ben 5 miliardi gli smart object oggi connessi e si stima che entro il 2020 diventeranno 25 miliardi. Senza dubbio, efficienza e ottimizzazione delle risorse, delle attività e dei processi produttivi sono i vantaggi dell’IoT, ma i rischi e le implicazioni sono altrettanto considerevoli: tutela della privacy e sicurezza da attacchi informatici.

Il 25% di questi dispositivi, infatti, entro due anni sarà vittima di attacchi informatici. Motivo per cui le aziende dell’innovazione stanno investendo negli strumenti per la propria protezione. Il mercato della sicurezza in termini di IoT è in crescita costante e si stima che alla fine di questo 2016 toccherà i 348 milioni di dollari, per raggiungere i 547 milioni nel 2018 e gli 840 milioni di dollari nel 2020.

Entro questa data, secondo le ricerche di Gartner — multinazionale leader mondiale nella ricerca nel campo dell’Information Technology — almeno la metà di tutte le implementazioni IoT utilizzeranno un servizio di sicurezza basato sul Cloud. Consapevole dell’attuale stato di Internet, ho scelto che la mia agenzia diventasse partner Akamai — leader mondiale nei servizi di rete per la distribuzione dei contenuti (CDN), rendendo Internet veloce, affidabile e sicuro dagli attacchi informatici.

I ricercatori di Akamai stanno monitorando la crescita degli attacchi informatici verso i device IoT mentre il team lavora costantemente per proteggere gli utenti da questi attacchi. I device IoT raccolgono molte più informazioni sui loro proprietari di quante immaginiamo e anche se si tratta di smart object sicuri, molto spesso alla base ci sono grosse pecche in termini di sicurezza.

In una realtà in cui le aziende produttrici immettono sul mercato prodotti sempre più tecnologici e innovativi – nel B2C quanto nel B2B – dove la connessione a Internet è una caratteristica basilare, è fondamentale che si sia pienamente consapevoli dei rischi che ciò comporta e delle soluzioni a disposizione per mettere al sicuro i propri device, e i propri clienti, dagli attacchi informatici.